Vita
di bordo
data:
24.07.2008 - ultimo aggiornamento 24.07.2008
codice
di riferimento: 0807242023M00
autore:
ISUNAUTA
Area Didattica
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Ogni
gruppo è composto da persone anche profondamente
diverse tra loro. In caso di spazi angusti, di sforzi
prolungati, di condizioni meteo avverse i rapporti possono
subire deterioramenti. Le antipatie possono tramutarsi
in cose più profonde come litigi, accuse e denunce.
Le procedure ed i responsabili servono ad evitare che
questi immancabili problemi diventino dei drammi.
Questa
sezione, nel tempo, prenderà in esame alcuni accorgimenti
e alcuni consigli per rendere il più vivibile possibile
la convivenza (che può tramutarsi in qualcosa di
meraviglioso in caso di pieno affiatamento).
L'elenco
che ne scatuirà sarà sempre aperto: tutti
coloro che lo desiderino potranno arricchirlo con contributi
tratti dalla propria esperienza di navigazione.
FORSE
SAREBBE MEGLIO SEDERSI ED ASCOLTARE
Prima di prendere il mare abbiamo imparato che sarebbe meglio
sedersi, con la barca non ancora armata per la navigazione,
mentre si è ancora in porto, tenendo davanti a noi
le nostre borse e guardando i nostri futuri compagni negli
occhi. Chiediamoci perché ci siamo imbarcati. Domandiamoci
se conosciamo le aspettative di coloro che sono insieme
a noi, se li conosciamo, se abbiamo veramente voglia di
condividere o se faremo come se non esistessero, mossi soltanto
dalle nostre smanie di andare a caccia di epidermiche sensazioni
balneari o eroiche. Guardiamoci attorno, frenando la fretta.
Respiriamo a pieni polmoni e stiamo in silenzio ad ascoltare
noi e gli elementi naturali che ci stanno attorniando. Stiamo
così cinque minuti, ma che siano cinque minuti di
sincerità. Nessuno ci obbliga ad andare per mare
o per acqua dolce. Se per caso decidessimo di scendere,
potrebbe essere l'inizio di un bel giorno.
QUALCHE
UNITA' SFOGGIA DUE RUOTE DEL TIMONE, MA DI SOLITO...
...chi comanda l'unità è solo un individuo
e tale deve rimanere. Saprà e sapremo come fare?
Saprà e sapremo sottoporci alla sua disciplina, sarà
e saremo in grado di entrare in sintonia con ciò
che intende trasmetterci. Potrà e potremo trovare
un dialogo. Ciò vale anche ed ancor di più
per il didattico. Se la risposta sarà sempre e solo
"non so" o "non mi importa": rimaniamo
in banchina e pensiamoci sù, chiunque noi siamo e
qualunque sia il nostro ruolo.
LA
FORMA E' SOSTANZA, IL BUON SENSO E' TUTTO, L'UMILTA' CI
RENDE UNA PERSONA SOLA
Nessuno vuole rendere una crociera un ritiro spirituale
o la succursale di una scuola militare (cose comunque lecite
e non fuori della realtà): proviamo a chiederci non
solo il "per come" delle cose ma anche il "perché".
E' proprio necessario trasformare l'imbarcazione in un bivacco
a nostro uso e consumo? Ciò che faccio ha una logica
nella prassi dell'arte navale? Allarghiamo ora il nostro
interesse a coloro che si accingono a navigare con noi:
certamente ci sentiremo provetti ammiragli, ci darà
fastidio quel pancione che fa muovere la barca come un ubriaco
in un vicolo di Genova: come eravate voi alla terza uscita?
Siete sicuri di non dovere approfondire, grazie a lui, qualcosa
che vi è sfuggita? Provate a sentirvi vicino a lui,
a ricevere nuovamente le stesse informazioni traguardandole
da un'altra prospettiva. Impegnamoci nel capire, eviteremo
di giudicare a sproposito e ci aiuteremo ad imparare come
se fossimo uno solo: ovviamente il più blasonato
degli uomini di mare.
IN
CINQUANTA CENTIMETRI DI ACQUA SI PUO' MORIRE, IN CINQUANTA
CENTIMETRI DI POZZETTO SI PUO' LITIGARE: SAPER PREVENIRE
NECESSE
Non sottovalutiamo nulla, impariamo a prevenire tutto,
sia prima e durante le manovre, che prima e durante i nostri
rapporti con gli altri.
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